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ROMA, 27.11.2015 - "Subito una legge per 'definire l'identikit' della birra artigianale su cui attualmente manca una normativa

a fronte di molteplici formule usate nella filiera produttiva. Una regolamentazione necessaria per tutelare un settore dell'agroalimentare made in Italy in continua crescita,

che secondo i dati di Unionbirrai, conta 875 piccoli birrifici sul territorio nazionale che impiegano 1300 persone e producono un indotto di 4mila lavoratori ed è guidato inoltre da giovani imprenditori con un'età media che va dai 30 ai 35 anni". È la proposta della delegazione di parlamentari del M5S impegnati oggi in un tour dedicato alla birra artigianale presso i tre birrifici di Apecchio, in provincia di Pesaro e Urbino, insignita del titolo di 'Città della Birra', e seguito da una tavola rotonda intitolata "Verso una legge per il riconoscimento della birra artigianale" . Oltre ai portavoce del M5S (i deputati Filippo Gallinella e Chiara Gagnarli della Commissione Agricoltura e i due parlamentari marchigiani, Patrizia Terzoni e Andrea Cecconi), hanno partecipato al dibattito istituzioni locali e associazioni di categoria.
"Da tempo abbiamo cercato di porre all'attenzione del Parlamento e del Governo la questione relativa alla regolamentazione del settore della birra artigianale senza ottenere alcuna risposta concreta. Per questo abbiamo deciso di muoverci sul territorio italiano ed ascoltare da vicino le esigenze di questo settore", spiegano Così Chiara Gagnarli e Filippo Gallinella, deputati della Commissione Agricoltura del Movimento Cinque Stelle.

"Ma la definizione di birra artigianale è una questione di processo o di quantità? Vale per un micro birrificio che aggiunge anidride carbonica o pastorizza o usa solo i quattro ingredienti tradizionali (acqua, malto, luppolo e lievito) e nessuna manipolazione nella produzione?", sono alcuni degli spunti posti sul tavolo della discussione dai portavoce 5 Stelle.
"Oltre che regolamentato, il settore della birra artigianale va anche sostenuto. Per questo abbiamo chiesto il recepimento della direttiva comunitaria che già dal 1992 prevedeva aliquote di accise ridotte in base alla produzione annua di ettolitri del birrificio o l'accertamento dell'accisa non a monte ma a valle in modo da non pagarla anche sugli sprechi", hanno concluso i parlamentati M5S.

 

                                                                                                                                                                                                   Biolife Italy

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